Birre per celiaci: migliori birre per celiaci

Una delle bevande più apprezzate ai giorni d’oggi è sicuramente la birra. Molti non sanno che essa ha origini antichissime e la sua diffusione è da ricondurre a numerose civiltà, come ad esempio gli Egizi, i Greci, i Sumeri e molti altri ancora.

Si può tranquillamente affermare che la birra sia stata sempre apprezzata, addirittura c’è chi la considera un dono di Dio per far felice gli uomini. Quest’ultima concezione serve a rendere l’idea di quanto possa essere importante tale bevanda, rispetto a molte altre presenti in commercio.

Inutile dire che la birra ha avuto un grande successo in Europa, a partire dai Celti che furono i primi bevitori. Oggi, quando si parla di birra, si fa riferimento alla concezione tradizionale ossia il luppolo, la cui tradizione è da rintracciarsi nei conventi e nei monaci Benedettini.

La presenza del glutine

Si è perfettamente a conoscenza che nella birra possono essere contenute tracce di glutine, essendo quest’ultimo una sostanza presente in molti cereali.  Le materie prime sono l’orzo ed il frumento, per cui è chiaro che la presenza del glutine sia percepibile. In questa sede è doveroso trattare la tematica relativa alle birre senza glutine.

L’aumento significativo di intolleranze o allergie, sia esse lievi o acute, ha portato numerosi birrifici a realizzare birre senza glutine.  In questa maniera, chi è celiaco o intollerante a tale sostanza, ha la possibilità di gustare una buona birra, senza rinunciare ad essa.

Le alternative previste

Nel caso in cui il soggetto sia celiaco o intollerante, l’azienda produttrice ha due alternative da proporre:

  • una birra gluten free
  • una birra gluten removed

Nel primo caso, si fa riferimento a produzioni in cui vengono impiegati malti di cereali adatti ai celiaci. Un esempio di essi potrebbero essere il miglio, il riso, l’amaranto, il grano saraceno e quant’altri. É chiaro che in questi la birra ha un sapore diverso rispetto alla ricetta originale, ma bisogna considerare altresí la bravura del mastro birraio nel bilanciare i vari ingredienti, per un risultato davvero soddisfacente.

Nel secondo caso ci si riferisce a tipologie di birre che seguono il procedimento trazionale che però si differisce nella fase della deglutinazione. Con tale termine si indicano specifiche tecniche che consentono di abbattere la quantità di glutine presente nella bevanda, fino ad ottenere un valore inferiore a 10 mg/litro.

L’origine della prima birra senza glutine

Non è possibile trattare, in modo soddisfacente, la tematica inerente l’origine della birra deglutinata, anche perchè non vi è una data precisa.
Si potrebbe dire che, ad un certo punto, si è sentita l’esigenza di realizzare un qualcosa di diverso, che fosse adatto anche per coloro che presentano determinati problemi di salute.

L’invenzione della birra senza glutine è stata una vera e propria rivoluzione, in quanto ha ampliato di gran lunga la produzione sul mercato.
Al contrario di quanto si possa pensare, esistono molteplici varietà di birre senza glutine, aventi caratteristiche diverse ma apprezzabili sotto vari punti di vista.

Non è facile saper distinguere una birra senza glutine da quella classica, per il semplice fatto che il gusto è, in entrambi i casi, sensazionale.
Detto ciò, chi presenta problemi di intolleranze ma non è un profondo conoscitore dell’argomento, può leggere l’etichetta che viene riportata su ogni confezione e notare semplicemente la spiga di grano barrata; oppure farsi direttamente consigliare da un esperto in materia, che saprà indirizzare il diretto interessato verso la scelta giusta.

Le migliori birre in commercio

Se si ha intenzione di acquistare una birra deglutinata, è vivamente consigliabile effettuare una ricerca direttamente sul sito birredamanicomio.com.
Esso mostra una vasta scelta di birre senza glutine, che si distinguono principalmente in:

  • birre chiare
  • birre scure

La scelta è puramente personale, anche perchè dipende dal proprio gusto personale.  Detto ciò, una buona scelta potrebbe essere la birra prodotta in Scozia, ossia la Brewdog Vagabond Pale Ale Deglutinata. Si tratta di una bionda che si caratterizza per il suo gusto particolamente dolce ed al tempo stesso agrumato.

Il risultato è un sapore deciso e secco. Chi ha avuto modo di provare questa tipologia di birra, suggerisce di abbinarla a secondi piatti, come ad esempio la carne alla griglia. Un’altra birra da assaggiare è sicuramente la Brunehaut Ambree Gluten Free Bio. Essa viene realizzata in Belgio ed ha un sapore decisamente differente rispetto la tipologia citata poc’anzi.

Essa rappresenta la scelta giusta per chi desidera una bevanda dal profumo inconfondibile di caramello e frutta secca. C’è chi opta per le birre artigianali del Regno Unito: un esempio di bevanda deglutinata è la St Peter’s Gluten Free. Si parla di una bevanda dal sapore leggerlo e facilmente abbinabile con antipasti, primi, secondi ma anche dessert.

Inoltre il suo gusto è intenso, per l’elevata concentrazione di luppoli ma pur sempre piacevole. Chi desidera assaggiare qualcosa di unico, non può perdersi la birra Mongozo Pils Gluten Free Bio. Si tratta di una bionda, aventa una gradazione pari al 5%. Si presenta estremamente delicata e dal sapore leggermente amaro.

Queste appena citate, sono solo degli esempi di migliori birre per celiaci, è chiaro che la disponibilità in commercio è maggiore, basta avere le idee chiare di ciò che piace.